27) Berdiaev. Nietzsche difensore della vera morale.
Presentiamo questa lettura tratta da I problemi dell'idealismo
(1902), importante opera collettiva della filosofia russa d'inizio
secolo. Essa presenta una originale valutazione della critica
nicciana alla morale da parte del filosofo Nikolaj Berdiaev, uno
dei primi grandi estimatori di Nietzsche in Russia. Per
comprendere meglio il punto di vista del filosofo russo 
necessario considerare le premesse e il contesto. Dopo l'adesione
al marxismo, Berdiaev se ne era allontanato ed aveva cominciato a
polemizzare con i maestri dell' intelligencija russa, che
considerava schierati in modo acritico e fideistico per il
materialismo positivista reinterpretato all'interno di un vago
socialismo. Il tutto appariva al filosofo russo razionalmente
inconsistente. L'arrivo in Russia del pensiero di Nietzsche lo
aveva ulteriormente convinto in questa sua valutazione.
N. Berdiaev, Il problema etico sotto la luce dell'idealismo
filosofico (vedi manuale pagine 205-207).

Pertanto la pi importante idea dell'etica  l'idea dell' io, da
cui deve derivare tutta la moralit. Qui noi affrontiamo il
problema del rapporto fra l' io e il tu e dobbiamo chiarire un
certo numero di sofismi connessi con la questione centrale
dell'etica. La maggior parte delle dottrine morali afferma il
primato morale del tu sull' io, dell'altro su me stesso. Nella
filosofia morale del diciannovesimo secolo ci  chiamato
altruismo. Ci sono stati dei tentativi di sostituire la vera
essenza spirituale della vita umana con l'altruismo. Uno dei
grandi contributi di F. Nietzsche  la sua protesta contro
l'umiliazione dell' io che sta prendendo piede in nome della
morale. Secondo noi l'affermazione del primato dell' io sul tu 
il pi alto trionfo della vera moralit.
[ ... ].
Nietzsche avvert la profondit di questo problema morale al punto
da sentirsi insultato da quella teoria della moralit e di vedervi
una minaccia esterna contro l' io dell'uomo in nome degli altri,
della societ, dell'opinione pubblica, la quale valuta in base
all'interesse, al vantaggio comune. Ma Nietzsche stesso non si
diede da fare per far fronte a questi problemi, che aveva confuso.
 Che cosa rifiuta la moralit? Che cosa limita? Essa rifiuta ogni
violazione dell' io, essa limita ogni mancanza di riconoscimento
dei suoi diritti. Ma che cosa essa conferma? Essa conferma l' io,
il suo diritto all'autodeterminazione e alla crescita senza
confini, la sua sete di forza e di perfezione. Cos noi abbiamo
molto in comune con Nietzsche. Per noi la moralit  un problema
interno e positivo e non esterno e negativo. La moralit non  una
misura contro la fame e il freddo che ha termine con la soluzione
di questi problemi, viceversa essa  un valore positivo che cresce
all'infinito parallelamente alla negazione del male.
Tutto ci che Nietzsche afferma sulla morale altruista della
compassione e della piet manifesta una verit psicologica ed
etica profondissima. Tutta questa morale non  ancora in grado di
superare l'opposizione fra lo schiavo e il padrone, il debole e il
forte, cos essa non pu essere la morale del futuro. Io penso che
sia una vergogna per la dignit umana basare la morale sulla
ribellione degli schiavi, che sono deboli e sofferenti, che
portano con s una richiesta di restrizione e ridimensionamento
dell' io, cio che violano la vera essenza della vita e dello
spirito.
Dice Zaratustra: Il dolore attende coloro che amano, che non
conoscono niente di pi elevato delle loro sofferenze. E
veramente trattare una persona solo con piet e compassione
significa vedere in lui un debole e miserabile schiavo; infine
riguardo a se stessi ci significa essere schiavo della propria
sofferenza e debolezza. Vi  una moralit pi alta, che
corrisponde ad un gradino pi alto dello sviluppo umano; essa si
basa su di un incremento della forza, non dell'umana debolezza;
essa non richiede la compassione per lo schiavo, ma il rispetto
per l'uomo, il rapportarsi con lui come ad un io, essa richiede
l'affermazione e la realizzazione dell' io e conseguentemente non
un venir meno della vita ma la sua elevazione al suo livello
spirituale pi alto. Solo questa morale, che si collega alla pi
alta consapevolezza della dignit umana,  appropriata a quella
parte della moderna umanit che  alla testa del grande movimento
di liberazione. La legge morale richiede prima di tutto che un
uomo non possa mai essere ridotto a schiavo anche se si tratta di
una schiavit derivata dalla compassione di un'altra persona o
dalla propria compassione; la legge morale richiede che un uomo
non debba indebolirsi spiritualmente, rinunciare ai suoi diritti
di pienezza di vita verso un infinito sviluppo e perfezione, anche
se  una rinuncia in nome di un vantaggio per qualcun altro e per
l'intera societ.
L' io non deve piegare il suo orgoglio di fronte a nulla, eccetto
il suo ideale di perfezione, il suo Dio verso cui solo egli 
responsabile. L' io  al di sopra del giudizio degli altri,
dell'opinione pubblica, perch l'unico giudice  quella legge
morale che forma la reale essenza dell' io, che ammette questo io
in modo assoluto. La protesta demoniaca di una personalit contro
la morale esterna, contro l'opinione pubblica e di fronte al resto
del mondo sembra a molta gente essere immorale, ma dal nostro
punto di vista questa  una ribellione profondamente morale, per
una legge morale indipendente, per una legge che mostra all'uomo
prospettive infinite, contro le tendenze del passato per una
realt oggettiva che tendeva a trasformare l'uomo in mezzo, in uno
strumento. Questa  la ribellione di coloro che sono
spiritualmente forti in nome della forza morale e questo 
possibile perch esiste in noi una giustificazione morale contro
cui tutto il mondo circostante non ha potere. Nel demonismo
immorale di Nietzsche ci sono degli elementi di questa altissima
moralit che  usualmente disapprovata dalla morale comunemente
stabilita.
Non solo un uomo ha il diritto, ma egli deve divenire un superuomo
perch il superuomo  la strada dall'uomo a Dio. Zaratustra dice
alla folla intorno a lui: Io sono venuto ad insegnarvi il
superuomo. L'uomo  qualcosa che deve essere superato. Che cosa
avete fatto per superarlo? Tutte le creature che sono esistite
prima hanno fatto nascere qualcosa di pi alto di ci che essi
erano. Volete voi essere la parte che fallisce in questa grande
marea e preferite tornare allo stato di bestie piuttosto che
superare l'uomo? Cosa significa una scimmia per l'uomo? Un
sogghigno, una vergogna, una pena Sentite, io vi predico il
superuomo Il superuomo  l'essenza dell'universo. Lasciatevelo
dire, il superuomo  l'essenza dell'universo.
Ma a questo punto Nietzsche prende una strada sbagliata. L'idea di
superuomo  religiosa e metafisica, Zaratustra  un predicatore
religioso e un idealista. Nietzsche fa confusione con il
significato biologico del superuomo e il fango della terra si
attacca al suo ideale elevato, cio il fango dello sfruttamento di
un uomo da parte di un altro uomo. Egli  un sognatore e la sua
anima idealista  avvelenata dal naturalismo. Nietzsche comprende
perfettamente tutti i retroscena delle teorie morali, ma rimane
ancora sul piano del naturalismo positivista. Egli non aveva
capito che l'affermazione e la realizzazione dell' io, la sua sete
di potere e perfezione infiniti non possono essere valutati in
chiave biologica, nella forma della lotta per la vita secondo la
teoria di Darwin o anche in generale, empiricamente, ma che 
necessario postulare un mondo ideale sovraempirico. Altrimenti la
barbara attitudine di un superuomo di porsi al di sopra dell'uomo
normale sarebbe una tendenza schiavizzante conseguente alla
necessit naturale e ci ci condurrebbe dal livello alto
dell'etica al livello basso della zoologia.
Nel livello alto dell'etica l'aristocrazia dello spirito pu
mettersi in evidenza solo nella forma di un leader spirituale;
solo in questo caso non ci sarebbe violenza fisica, economica o
politica, ma la supremazia della persona spirituale, della
conoscenza, della bellezza [ ... ].
L' io, per cui Nietzsche ha combattuto, pu apparire un comune
fenomeno empirico con tutta la sua bruttezza; non c' che un io di
questo tipo nei limiti ristretti dalla comprensione biologica
della vita. Ma in questo modo noi possiamo arrivare all'egoismo
quotidiano di un borghese medio, non a quell'autorealizzazione
ideale che Nietzsche sogna nella sua diffusione
dell'individualismo. In alcune delle sue costruzioni positive, che
sono rimarchevoli per la loro immoralit e crudelt, Nietzsche fa
confusione con l'evoluzionismo naturalistico e anche con l'egoismo
contro cui egli stesso protesta frequentemente.
Se si considera l' io come un occasionale ed empirico insieme di
percezioni, se si ammette solo la natura sensitiva dell'uomo,
allora non  possibile parlare di individualismo etico; rischiamo
di cadere in un crudo edonismo ed in questo caso noi dobbiamo
costruire la moralit non dall'interno, ma dall'esterno, cio
dobbiamo sottomettere la personalit all'esteriore criterio
dell'utile, della convenienza e cos via. Ma in questa situazione,
secondo Nietzsche quale tipo di io ha la forza di ribellarsi e
critica brillantemente tutta la morale volgare e tutte le teorie
positive della morale? Tutto ci che di bello e di valido
Nietzsche possiede e che fa di lui un nome glorioso  basato sul
presupposto che  necessario ad ogni etica, il presupposto dell'
io ideale, dell'individualit spirituale. Arrivati a comprendere
ci, l'immoralismo [di Nietzsche]  filosoficamente eliminato
come un grandissimo equivoco e [l'immorale] Nietzsche pu
stringere la mano al suo nemico [il moralista] Kant.
AA. VERSI, Problema idealisma [Problemi dell'idealismo],
Mosca 1902 , pagine 108 e 122-126 [traduzione G. Zappitello e E.
I. Lebedeva].
